Errata corrige su Il mondo di Lady Oscar

Sono passati mesi da quando ho scritto il saggio Il mondo di Lady Oscar e mi sono resa conto che per motivi di diplomazia non ho scritto davvero tutto quello che pensavo.
Ritengo che Lady Oscar sia e rimanga un capolavoro, e che come protagonista lei sia una vera e propria icona dell’emancipazione femminile. Tra i suoi meriti, c’è senz’altro quello di aver suscitato interesse per la Storia di Francia e la Storia in generale, interesse senz’altro importante, ma che ha portato con sé attenzione su storielle romance a sfondo storico che ritengo a dir poco allucinanti.
Desidero quindi dire che nel libro non mi sono potuta sbilanciare più di tanto, ma che considero tanti polpettoni di cappa e spada antecedenti a Oscar delle emerite cagate. Mi riferiscono in particolare a quelli incentrate su eroine o presunte tali,  come Caroline Cherie e soprattutto Angelica.
Ritengo che  siano personaggi insopportabili, delle icone di sottomissione femminile, niente a che vedere con Lady Oscar, dei modelli per casalinghe depresse che credono nell’eterosessualità obbligatoria come unica possibilità di vita. Vade retro.
Di storico amo e amerò sempre documentari e saggi, e mi rivolgo a film in costume d’autore: Visconti, Ivory, Frears, Scorsese, Jane Campion, gli sceneggiati della BBC. Di storie del cavolo con indomite fanciulle che si fanno mettere nel sacco e diventano le adoranti sottomesse di maschioni sfregiati e fascinosi non so che farmene.

Copia di cop-ladyoscar

Novità per il 2016

Ho trascurato un po’ questo blog in rapporto agli altri, sono stati mesi di tanti casotti, sgradevoli e gradevoli, ancora non del tutto passati, comunque ecco il punto della situazione.
Alcuni mesi fa, con il titolo de Il mondo di Lady Oscar è riuscito il mio saggio in tema per Anguana, disponibile ovunque, in una nuova edizione allungata, ampliata e con tante cose in più.
Per quello che riguarda il mio saggio su Buffy e Angel, per ora la riedizione è ferma, spero nel corso del 2016 che la situazione si sblocchi, in un modo o nell’altro.
Nella mia pagina su Lulu c’è inoltre un nuovo titolo di narrativa, La casa delle rose e dei gatti.
Ma la grande notizia è che ho finito il saggio sul fantasy e che se tutto va bene uscirà questa primavera!!! Come si dice, stay tuned!
Adesso, se non mi deprimo troppo i progetti su cui mi concentrerò saranno il saggio su X-Files e quello su Matsumoto, più alcune cosette di narrativa, tra storie gaye, romanzi storici e fantasy che voglio comunque portare avanti!

Fantasy e fiabe tra cinema e tv

La fiaba continua ad essere praticata dal cinema e dalla televisione, spesso incontrandosi con il suo nipotino, il fantasy. I risultati non sono sempre all’altezza, ma dovendo scrivere un saggio sul fantasy non possono essere trascurati.
Premesse interessanti ma alla fine poca incisività per Biancaneve nella foresta nera, che cattura comunque il subtext dark della celebre fiaba con una Sigourney Weaver splendida come regina cattiva, che per l’ennesima volta appoggia l’adagio che in Biancaneve la cattiva è molto più bella della scialba buona.
Interessante ma strano il Peter Pan del 2004, quasi flop commerciale, che merita una visione per l’Uncino affascinante di Jason Isaacs e per la Wendy deliziosamente sensuale di Rachel Hurd-Wood.
Sempre da vedere e rivedere i classici Disney: impareggiabile Biancaneve e i sette nani, fantasy cupo La bella addormentata nel bosco, deliziosamente kitsch Cenerentola, interessante l’inno al femminismo de La bella e la bestia, curioso il Peter Pan, anche se è invecchiato peggio di altri, sempre bello La Sirenetta e simpatico Aladdin, anche solo per il Genio doppiato da Gigi Proietti.
Ma se devo scegliere una fiaba di oggi, scelgo Once upon a time, con una seconda stagione da manuale, personaggi davvero incredibili, storie avvincenti, capaci di ricordare il nesso tra fiaba e vita. Interessantissima la new entry Uncino, il miglior doppiogiochista dai tempi di Topastro e Spike. Mi sono spoilerata sulla terza stagione, che sembra fantastica, ma no, Tremotino non deve morire!!! Infatti pare che torni… ma ci saràun morto entro la fine.

Un po’ di fantasy di ieri e di oggi

Ovviamente non si può pretendere, anche con un saggio sul fantasy da scrivere, di leggere tutto quello che c’è del genere, ma cercare di leggerne il più possibile sì, ed ecco che ci sono conferme e sorprese, ma anche delusioni.
Bene I dannati di Malva della nostra Troisi, favola ecologista, molto bene il dittico in fase di svolgimento L’atlante di smeraldo e L’atlante di fuoco di John Stephens, che ho avuto l’onore di conoscere al Salone del libro di Torino qualche anno fa.
Decisamente avvincente anche la saga di Garth Nix formata da Sabriel, Lirael e Abhorsen, non proprio un fantasy puro, e interessante anche l’universo di magia di Trudi Canavan, che comprende la trilogia La corporazione dei maghi, La scuola dei maghi e Il segreto dei maghi, oltre al prequel L’apprendista del mago e al seguito La spia dei maghi.
Non bisogna dimenticare i romanzi di Robin Hobb L’apprendista assassino e L’assassino di corte, molto belli e poi il protagonista mi ha ricordato non poco Alex Krycek, e nemmeno la trilogia Il re degli alberi, Il principe delle ombre e Il cavaliere sanguinario, a tratti molto martiniana, ma anche dotata di una sua originalità.
Interessanti anche gli ormai scomparsi David e Leigh Eddings, di cui ho gustato per ora i primi due volumi de La saga dei sognatori, la monumentale saga di Mallorean (per ora ho letto solo i primi tre libri) e l’epico ma delizioso Polgara la maga. Ho giurato che una mia futura micia si chiamerà Polgara.
Ho iniziato ad immergermi nel mondo della Ruota del tempo di Robert Jordan, iniziando con Nuova primavera e L’occhio del mondo, e devo dire che le premesse non sono niente male. Come non è niente male Elric di Melniboné di Michael Moorcock, diventato protagonista anche di due fumetti. E non posso dimenticare una scoperta di Lucca, Mordraud, primo di una serie autoprodotta di Fabio Scalini, a cui faccio i miei più sentiti complimenti.
Ho trovato invece abbastanza sgalfio Mistborn di Brandon Sanderson, praticamente un romanzetto rosa travestito da fantasy e l’autore è pure il ghost writer di Robert Jordan per chiudere la saga della Ruota del tempo dopo la sua morte. Poco interessanti altri libri, come, malgrado le premesse ecologiste, Il destino del bosco d’argento di Richard Ford, il teutonico Il fuoco degli elfi di Monika Felten che copia, male, la nostra Silvana de Mari, e anche il poco ispirato, anche se al femminile e femminista, Aurian di Maggie Furey.
Saranno anche dei classici, ma non mi hanno coinvolta più di tanto né Il serpente Ouroboros di Erik R. Eddison, e L’ultimo unicorno di Peter S. Beagle, di cui avevo adorato sia il cartone animato che il fumetto.
Comunque questa è solo la prima ondata di romanzi da leggere. Altri ne seguiranno.

Tolkien forever

Tolkien è l’autore caposaldo del fantasy, anche se sarebbe sbagliato credere che il fantasy si esaurisca con lui, ma lui ha già detto molto e in vari modi.
L’hobbit è una deliziosa fiaba per ragazzi, mentre Il signore degli anelli è un poderoso poema epico, capace di portare nella Terra di Mezzo e lasciarla per sempre nel cuore. Pesantuccio e per amatori Il Silmarillion , un piccolo gioiello Roverandom, curiosi La leggenda di Sigurd e Gudrun e I figli di Hùrin, interessante la sua analisi del fantasy e del fiabesco di Albero e foglia e poi ho messo le mani su L’anello di Tolkien, un libro illustrato che esamina tutti i riferimenti culturali a cui Tolkien si è ispirato.
Parlandi di cinema e degli adattamenti di Peter Jackson, devo dire che la trilogia de Il signore degli anelli resta unica come realizzazione cura, passione, interesse, capace di rendere il fantasy un genere per tutti e di dare carburante agli amanti. Diverso è L’hobbit, dove un libro di 300 pagine è stato trasformato in tre film lunghissimi, di cui si sono già visti i primi due. Divertenti certo, poco fedeli, a tratti delle minestre allungate, ma non certo cattive.
E per finire una chiosa sull’annosa questione se Tolkien e il fantasy sono di destra: stupidaggini, o meglio escrementi, come diceva John Keating ne L’attimo fuggente . Il fantasy parla di eroi che spesso sono gli ultimi degli ultimi, di lotta contro tirannie tanto simili a quelle nazifasciste, di ideali che non sono certo quelli della destra, visto che si esaltano minoranze e diverse, le donne e gli emarginati. Insomma, piantiamola di contrapporre, in maniera scorretta, la fantascienza, genere buono perché di sinistra (in base a cosa poi non lo so) al fantasy, genere cattivo di destra, e a tarpare le ali a chi vuole occuparsi di fantasy in contesti che dovrebbero essere dedicati al fantastico in senso lato ma non lo sono.

L’importanza di Alice

Scrivendo di letteratura fantastica non si può dimenticare il personaggio di Alice, creato dalla fantasia di Lewis Carroll oltre cent’anni fa e oggetto di tante riletture e edizioni.
I due classici Alice nel paese delle meraviglie e Oltre lo specchio sono disponibili in tantissime edizioni, alcune molto belle come quella che ho visto al Libro ritrovato della Longanesi di inizio anni Settanta. Io ho una versione dei Grandi libri Garzanti con comunque immagini originali.
Curioso e da avere per chi vuole una biblioteca completa sul fantastico Alice underground, della Stampa alternativa, con tanto di parti autografe di Carroll.
Come film devo dire che ho rivalutato Alice in wonderland di Tim Burton, perché, anche se con dei divagazioni sull’opera originale, resta lo spirito. E poi, vabbé Alice in versione Xena non guasta.